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Primarie su YouTube

Giugno 15, 2007

Le primarie del partito democratico si aprono al popolo del web 2.0: il prossimo mese un’iniziativa congiunta di CNN e YouTube permetterà a chiunque di entrare in un dibattito con i candidati democratici usando gli strumenti del web 2.0.

Il dibattito, che durerà due ore ed è previsto per il 23 luglio, avrà infatti un approccio più democratico del solito: chi vorrà fare domande dovrà pubblicare un video su YouTube. Sarà poi lo staff della CNN a scegliere i migliori cinquanta.

David Bohrman, direttore della redazione di Washington della CNN, spiega che le domande dovranno essere “concise – non più di trenta secondi – provocatorie e creative”. La speranza è quella di raccogliere domande più interessanti di quelle che potrebbero fare i veri giornalisti. Anche il Partito repubblicano terrà un dibattito simile, il 17 settembre in Florida.

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A Swarm of Angels – cinema open source

Giugno 13, 2007

Uno sciame di angeli” sarà un film prodotto, finanziato, diretto e distribuito da migliaia di persone. Nelle intenzioni del suo ideatore Matt Hanson questo esperimento di cinema open source si situerà a metà strada tra l’approccio top-down del cinema tradizionale e la natura orizzontale e bottom-up dei contenuti generati dagli utenti.

“Stiamo riunendo 50.000 persone in un gigantesco esperimento di media, facendole entrare in una comunità che finanzierà e collaborerà alla produzione del film. Adottiamo Creative Commons, il copyright flessibile dell’era digitale, perché vogliamo che la gente scarichi, condivida e remixi liberamente quello che produrremo.”

Un progetto che dovrebbe raccogliere 1.800.000 dollari e raggiungere 1.000.000 di spettatori, tutto con gli strumenti collaborativi del web e con un preciso sistema di gerarchie interne. Nel frattempo Forbes ha definito Hanson “Uno dei dieci rivoluzionari che potrebbero cambiare il mondo“.

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Verso un’educazione open

Giugno 8, 2007

Abiti a Bangalore e vuoi seguire un corso dell’Università della California? Forse non hai bisogno di cambiare continente. Secondo un recentissimo report dell’OCSE, l’Organizzazione per la crescita e lo sviluppo economico, nel mondo sta esplodendo la diffusione delle risorse educative Open access.

Stiamo parlando di tutti quei materiali educativi, come dispense, corsi, software, ma anche vere e proprie lezioni filmate, che vengono messi online a disposizione di chiunque disponga di una connessione Internet. Se il capofila di questa tendenza è il Massachussets insitute of Technology, con il suo OpenCourseWare, oggi sono più di trecento le istituzioni che rilasciano il loro materiale online, per un totale di circa tremila corsi disponibili.

Secondo la OCSE i modelli economici per sostenere questo fenomeno sono, e devono essere, molto vari: dal partenariato pubblico/privato, alla richiesta di finanziamenti pubblici per questo tipo di attività. L’importante è che l’università trovi la sua via per allargare la quantità di conoscenza disponibile sul pianeta.

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Oms: flessibilità nell’accesso ai farmaci

Giugno 5, 2007

L’Organizzazione mondiale della sanità ha approvato la risoluzione su “sanità pubblica, innovazione e proprietà intellettuale” durante la sua assemblea generale dei giorni scorsi.

Come riporta SciDev, la risoluzione rinsalda il supporto dell’Oms nei confronti dei paesi che decidono di essere flessibilie utilizzare le clausole dei trattati internazionali che permettono, in situazioni particolari di emergenza sanitaria, di produrre farmaci senza rispettare gli obblighi brevettuali. E’ quello che ha fatto il Brasile anche recentemente per i farmaci antiretrovirali usati per combattare il virus dell’Hiv/Aids.

Reinaldo Guimarães, responsabile per la scienza del ministero della sanità brasiliano, ha dichiarato a SciDev che la risoluzione “aiuterà a resistere alle pressioni dell’industria farmaceutica”. La quale ha bollato la risoluzione come “non utile” e “non realistica”.

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Benkler, Blue Gene e l’innovazione aperta

Maggio 31, 2007

Negli States si parla sempre più spesso di open innovation, cioè di quei processi di innovazione aperti alla collaborazione del mondo esterno alle aziende.

Npr, la radio pubblica, fa l’esempio di BlueGene, il supercomputer di Ibm: un investimento gigantesco che non fa una lira di utile, ma viene messo a disposizione di persone esterne all’azienda. Per esempio ricercatori che lo usano come centro di calcolo.

Il ritorno, per Ibm, è rappresentato dai feedback degli utenti, che cedono gratuitamente i propri consigli e le proprie competenze. Secondo Yochai Benkler, intervistato proprio da Npr, Ibm “ha capito che il mondo sta diventando troppo veloce, troppo complesso troppo reticolare perché qualunque azienda possa trovare al suo interno tutte le risposte” di cui ha bisogno.

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Banda larga africana

Maggio 28, 2007

Da SciDev la notizia che la AAU (Associazione delle università africane) ha chiesto ai governi dell’Africa occidentale di sfruttare la fine del monopolio sul cavo sottomarino SAT-3, che dall’Europa scende a costeggiare tutta l’Africa e da giugno, per fornire accesso a Internet a basso prezzo agli studenti africani.

Secondo la AAU, nelle università africane una media di 1.800 studenti e 1.000 insegnanti dispongono della stessa quantità di banda di una famiglia americana, pagandola 50 volte di più.

Per questo la scadenza della concessione, monopolistica, a un consorzio misto privato/pubblico potrebbe essere l’occasione per ripensare le condizioni di accesso di un intero continente. Insieme ad altre iniziative, come il lancio di un satellite per le telecomunicazioni nigeriano, avvenuto pochi giorni fa.

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New York Times: copyright eterno

Maggio 24, 2007

Il New York Times pubblica un editoriale di Mark Helprin, “Una grande idea vive per sempre. Perché non dovrebbe farlo anche il copyright?” che sostiene che il diritto d’autore non dovrebbe scadere mai.

L’argomento è semplice: perché una creazione dell’ingegno dovrebbe essere sequestrata dallo stato dopo settant’anni dalla morte dell’autore? Cosa succederebbe se facessimo la stessa cosa con le case o le imprese? “Nulla giustifica l’ineguaglianza tra proprietà reale e intellettuale, perché nulla giustifica un trattamento sfavorevole per il lavoro dello spirito e della mente”.

A stretto giro di posta risponde Lawrence Lessig con un articolo intitolato “Contro il copyright perenne“, in cui elenca una lunga serie di motivazioni per cui il diritto d’autore deve essere tenuto ben distinto dalla proprietà di un bene fisico. Leggetelo e, se vi va, contribuite a scriverlo: Lessig lo sta scrivendo su un wiki insieme ai lettori del suo blog. Un buon modo per dimostrare come funziona la condivisione delle idee.

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La funzione economica della pirateria

Maggio 22, 2007

Viene da un professore di marketing della California State University, Jerry Kirkpatrick, l’ennesimo invito alla gratuità delle informazioni in rete.

In The Market Function of Piracy, pubblicato ieri sul sito del Mises Institute, Kirkpatrick sottolinea la funzione di marketing gratuito rivestita dalla pirateria dei beni informazionali.

Si tratta in particolare della possibilità di diffondere copie promozionali di un prodotto, per esempio un libro. In Italia abbiamo avuto alcuni casi eclatanti, come quello dei WuMing, che rilasciano i loro libri sotto licenza Creative Commons. O più recentemente, quello di Ippolita. Lasciare a tutti la possibilità di scaricare e ridistribuire le loro opere non ne ha diminuito le vendite, ma la ha aumentate.

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L’economia delle idee secondo TechDirt

Maggio 18, 2007

TechDirt, il sito di notizie sulla tecnologia, ha pubblicato una piccola guida ai libri sull’economia delle idee. Si tratta dell’economia di un bene libero e con un costo marginale nullo: la scarsità, nel mondo delle idee, non può che essere artificiale, e quindi imposta con brevetti, copyright, marchi. Per questo, secondo TechDirt, l’abbattimento di queste barriere artificiali aprirebbe immense nuove possibilità economiche.

“Quando un’idea viene diffusa nessuno ne possiede meno, poiché ogni altro possiede il suo intero. Chi riceve un’idea da me riceve conoscenza senza diminuire la mia, come chi accende la sua candela dalla mia riceve luce senza lasciarmi al buio.” T. Jefferson

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Tentata pirateria

Maggio 15, 2007

Il Procuratore Generale degli Stati Uniti, Alberto Gonzales, ha proposto di dare un giro di vite alla legislazione sul copyright. L’amministrazione Bush, molto sensibile, come del resto anche i Democratici, alle richieste di Hollywood e dell’industria discografica, sta infatti studiando un nuovo Intellectual Property Protection Act, molto peggiore di quello in vigore dal 2005 (e anche del nostro decreto Urbani).

Una delle misure più clamorose di questa proposta di legge è l’istituzione del reato di tentata pirateria: secondo Gonzales infatti «chi cerca di commettere un crimine ma non ci riesce è moralmente colpevole quanto chi lo ha commesso».

La legislazione vigente negli Usa arriva ad affibiare da uno a dieci anni di carcere per un’infrazione al copyright senza fini di lucro. Ma occorre aver commesso il reato, un particolare che gli esegeti della cosiddetta proprietà intellettuale ritengono superfluo.

Su Tech News i particolari.

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Intervista a Yochai Benkler

Maggio 11, 2007

Milano, 10 maggio 2007. Yochai Benkler presenta il suo libro “La ricchezza della Rete” e noi lo intervistiamo a lungo su produzione orizzontale, commons, proprietà intellettuale e social software. Ecco le sue risposte.

Cos’è la produzione orizzontale (commons-based peer production)? Come trasforma il modo in cui guardiamo all’economia?

Gli elementi in gioco sono due: i commons (beni comuni) e la produzione orizzontale. La parola “commons” si riferisce a un modo di organizzare le risorse. Strade, marciapiedi e piazze sono commons. Significa che tutti possono usarli entro un dato insieme di norme oppure senza alcuna regola, senza chiedere il permesso a nessuno. La produzione basata sui beni comuni può essere commerciale o non commerciale. Per esempio, qualcuno che tiene uno spettacolo in piazza per raccogliere denaro sta seguendo un modello commerciale basato sui commons: sta usando uno spazio comune, a differenza di quello che farebbe in un teatro.

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Omnia Communia

Maggio 8, 2007

Perché questo blog?

Perché come Benkler vogliamo affermare e difendere la civiltà progressista del peer-to-peer e dei commons contro l’inciviltà regressiva dei grandi media che si pretendono proprietari della cultura creata in comune:

Libero upload in libero stato!

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Il manifesto: intervista e recensione

Maggio 8, 2007

Su Il manifesto del 3 maggio 2007 una recensione di La ricchezza della Rete a firma Benedetto Vecchi.

Il 26 aprile Raffaele Mastrolonardo aveva pubblicato una lunga intervista a Yochai Benkler